Friday, 1 March 2013


La breve coda di febbraio ci obbliga a invadere marzo per la nomina (quasi primaverile) di Stronzo del Mese. E quale miglior modo per introdurre il vincitore morale di quest'oggi se non usando un raro scatto datato 1973 raffigurante il Fronte Rivoluzionario Vegano? Si notino gli atteggiamenti sornioni, ma anche saccenti, di chi sa, di chi ostenta e di chi sottolinea di aver capito tutto del viver bene e del viver sano. Il cilindro lincolniano e la virilità di un pacco in bella mostra quasi ad osteggiare tutti quei beceri omuncoli ancora schiavi della carne e dei prodotti derivanti dalla fatica di tutti quei poveri animali.
Eravamo partiti così bene. C'era il cinese che pur di guadagnare la meta ambita ha sacrificato il proprio retto in un'abile e fantozziana emulazione del montare sulla propria bici alla bersagliera. C'era lo zoo scozzese che metteva Marvin Gaye per far arrizzare l'ormone ai propri panda. E a voler ravanare nel torbido ci sarebbe stata anche tutta una sequela di candidati politici trombati e non che ci avrebbero emozionato.
Chi ha detto Casini?
E invece no. Ancora una volta il titolo tytulorum tocca assegnarlo alla falange armata del cucurbitaceo, che vorrebbe tutto il mondo coalizzato in battaglie caroticidee e in attentati carciofari contro quelle belle e carnose bistecche che profumano ancora di griglia. Questa è la volta dell'ennesimo manifesto inneggiante al volemose bene con quelle povere bestie e al be vegan be cool.


Ora, cari amanti dell'appendice VEG tanto usata come suffisso per i vostri nomi (non sia mai che non si sappia che siete vegani), siamo in un paese libero (ancora per poco) ed ognuno è libero di esprimere il proprio balordo pensiero (pagando) su cartelloni pubblicitari sei metri per due e non staremo a questionare sul modo, sull'idea o sul fatto che ci avete fracassato la sottocoppa (di peltro) delle nostre adenoidi, ma che male vi ha mai potuto fare quel cicciobello gioie di nanna così brutalizzato e incellophanato per la vostra arguta campagna demotivazionale?
Alla prossima settimana!

Sunday, 10 February 2013


Buongiorno utenti dal sottile appetito e bentornati alla rubrica preferita dai nutrizionisti di Aleppo: la Nouvelle Couisine di Idiosincrasia Alterata.
Dopo le numerose proteste arrivate da pacifici e assennati vegani sotto la nostra redazione, abbiamo deciso di proporre una ricetta cruelty-free per accontentare anche i palati più attenti: l’Insalata Idiosincratica.

Innanzitutto recatevi in un campo di lattuga dove, con la gentilezza che vi contraddistingue da sempre, chiederete a un cespo di seguirvi a casa per essere divorato crudelmente. 
Lui, nonostante sia un essere vivente del quale ignorate l’esistenza  di sentimenti o dolore, vi guarderà muto.
Poco male, chi tace acconsente: strappatelo alla sua gente e portatelo a casa ridendo beffardi.
Ora andate in un bell’oliveto pugliese e aspettate con la pazienza di Giobbe che un numero sufficiente di olive cada dai rami degli alberi secolari. 
Dopo 32 notti, finalmente avrete 48 olive per produrre 10 cc di olio extravergine, ma attenzione: non vorrete mica ferire anche loro? 
Usate quindi lo stesso metodo del chi tace acconsente di cui sopra, e poi spremetele con rabbia una a una, incutendo timore e rispetto nelle olive in attesa della stessa sorte.
Per un ottima insalata ci vorrebbe anche dell’aceto, ma siete sicuri di volervi sbattere anche con l’uva? Lasciamo stare e andiamo avanti con lo spirito di chi sa che meno ingredienti ci sono più una pietanza è sana e gustosa.
Per quanto riguarda il sale, beh, siete certi che è un minerale, quindi sbattetevene delle buone maniere e prendetene quanto ne volete.
Mettete ora insieme tutti gli ingredienti.
Ammirate quello che avete ottenuto.
Guardatevi intorno.
Buttate via il piatto e andate a mangiare al Roadhouse.

Vino consigliato: Ectoplasma di acero.