Thursday, 10 January 2013

Wednesday, 9 January 2013


C'è chi viene e c'è chi va, c'è chi dura poco e chi è eterno.
E con malincon(o)ia che il vostro E., dopo migliari e migliari di scoop e articoli bollenti deve chinare il capo e dire Obbedisco al dispotico Injenier M., che ha deciso di spodestarlo dal trono redazionale di DoReFartBurp.
Facile quindi pensare ch'io mi senta come la povera Amy Winehouse, che siccome era una star dev'essere stata per forza uccisa, ché la santità albergava in lei, in fondo.
E invece no. Un secondo coroner ha confermato che l'ubriacona ne ha semplicemente bevuto uno di troppo, e di sua spontanea volontà, alla faccia dei complotti. Complotto che invece c'è stato sicuramente, per mettere nientemeno che il nipote preferito dell'Injenier M. al mio posto, un tale S., simpatico come un ascesso. Ma non voglio essere indisponente. Sto dicendo che è giusto così.
Ma andiamo avanti, e congediamoci senza ironia, ma celebrando l'eterno David Bowie, che torna a 66 anni con un nuovo singolo.  A DoReFartBurp l'augurio di invecchiare bene quanto lui, e a voi, beh: buon fortuna, con S. Ne avrete bisogno.
À la prochaine,
E.

Tuesday, 8 January 2013

IdiosincrasiAlterata
senza se e senza ma
presenta:

Monday, 7 January 2013


Mettiamola così, terminata la giocoleria elettorale che ci accompagnerà in maniera virale per le prossime settimane, il festival di Sanremo vi sembrerà un bicchiere d'acqua dopo aver attraversato il deserto. Questo fermo restando che toccherà comunque sorbirsi tutta quella pseudo satira politica che ci infileranno dentro un po' come infilavano le bottiglie d'acqua Pejo nei film con Tomas Milian.
Nel volersi lanciare in un'analisi oggettiva dei santini giganti che accompagneranno il nostro quotidiano, ci siamo subito scontrati nel bonario faccione che i frequentatori delle reti metropolitane milanesi dovrebbero conoscere benissimo. Per par condicio e per proteggere la privacy del faccione, abbiamo deciso di utilizzare il rettangolone nero e abbiamo modificato l'originale strillone Italia Giusta in modo che sia fruibile all'utente medio nel suo reale significato. Questo non ci impedirà di notare il sorriso appena accennato di Mister Bi.E, che rimanda alla Gioconda di Leonardo e a quel codice DaVinci il cui segreto si svelerà nei nostri cuori e portafogli. La mano che si accosta al mento con fare goliardico ma severo, burlone ma fiero, e quella fede in bella vista ispiratrice di fiducia e tesa a sottolineare quel ruolo di Pater Familias, che tanto dovrebbe tranquillizzarci.
Voto: 7 e 1/2 
Attendiamo le nuove proposte e nuovi cartelloni con slogan più promettenti.

Monday, 31 December 2012


Inutile girarci intorno. Mentre l'anno si chiude tocca sorbirsi l'ennesima fiera del battibecco sbandierata guarda il caso sulla rete sempre più stato sociale.
La Montalcini è morta, lunga vita alla Montalcini.
Da una parte l'eclettico fronte rivoluzionario del perbenismo animalista in divisa antivivisezione che sfodera tutta una serie di era ora e di non piangeremo per te, brutta megera torturatrice di topolini, dall'altra gli amanti della scienza in toga anticlericale che si scandalizzano e si sdegnano per i primi, ringraziando la cara estinta per tutto quello che ha fatto nella sua vita. La sua lunga vita.
Che noia, che barba. Che barba, che noia.
Non abbiamo ancora imparato nulla, vero?
Una volta, una persona sin troppo saggia per la sua età, rigirandosi sofferente in un letto d'ospedale, mi chiese con un filo di voce: è tutto qui quello che mi spetta? Aveva diciassette anni e non sarebbe arrivata a diciotto. Rita Levi Montalcini ha vissuto più di un secolo ed è morta nella sua casa. Non a tutti è concesso tale privilegio.
La verità, sempre comodamente seduta nel mezzo, è che a nessuno frega un cazzo. Tra oggi e domani partirà una nuova parata di auguri e buoni propositi, e si aprirà un nuovo anno sempre uguale fatto di finte rivoluzioni, orario d'ufficio, aperitivi in centro, poser e musetti, il concerto del cazzo, tanti maglioni, pasqua in famiglia, cani e gatti in posa, il tramonto dietro le nuvole instagrammato a dovere, nuovi v-day, tutti in piazza, pacche sulle spalle e stipendi di merda.
E voi?
Voi ci metterete il solito mi piace.
Buon anno, dormienti.

Sunday, 30 December 2012


Buongiorno cari amici originalissimi che ripetete incessantemente “bazinga” ad ogni battuta che fate, e bentornati alla rubrica più amata dai consumatori del latte di soia: Sotto la Calzamaglia.
Dopo la fallita fine del mondo del 21 del mese corrente, oggi parleremo di un gran bel cattivone dei fumetti Marvel il cui nome potrebbe evocare un tipo di disastro simile a quello pronosticato dai Maya, un mutante millenario dalla salute precaria, visto il suo colorito emaciato: Apocalisse

Nato nel 3000 a.c. in Egitto, viene abbandonato dai genitori in una cesta nel fiume Nilo. Subito il nostro si fa valere a suon di nocchini e spezzagambe con un altro neonato, tale Mosè, anche lui naufrago in una cesta concorrente.
Il piccolo rissoso viene raccolto da un predatore di tombe, tale Baal, che lo adotta e gli da il nome di En Sabah Nur,  “Cucinatore di Kebab” in lingua corrente.
Crescendo il Nostro diventa sempre più aitante e bello, ma dopo una serata di follie con la figlia del primo generale del faraone, nota mignotta ammaliatrice di giovani, viene contagiato da uno scolo potentissimo sempriterno che gli dona il tipo colore bluastro, ma che risveglia in lui dei poteri niente male: super forza, capacità di mutare forma e dimensioni, teletrasporto, telecinesi, creare campi di forza, cucinare i kebab con lo sguardo, ascelle sempre perfettamente deodorate e immortalità.
Da quel momento il piccolo En Sabah Nur viene chiamato da tutti Apocalisse.
Grazie al suo ultimo potere, l’immortalità, il nostro sopravvive ancora adesso, combinando disastri qua e la, tipo infettare con un virus mortale il figlio di Ciclope, cercare di distruggere il mondo coi suoi 4 cavalieri,  rapire mutanti qua e la per fare esperimenti per guarire dallo scolo, e cose così.
Non si può non voler bene a questa simpatica canaglia!
Alla prossima.

Friday, 28 December 2012


A volte, scegliere non è cosa facile. Specie se si tratta d'incoronare lo Stronzo dell'Anno ™ o di scegliere la propria accompagnatrice per il vegliuone di capodanno. Non ha sbagliato Piergiorgio Ventrelli (47 anni freschi freschi sotto il segno della trombetta) nello scegliere Veronica Bocconotti (35 annetti di influssione feroce e medaglia d'oro 1995 nell'ovolollolo contest), cercheremo di non sbagliare nemmeno noi nel passare in rassegna ardita i meritevoli candidati per Lo Stronzo dell'Anno.
Aveva conquistato i nostri cuori lo scorso agosto il Doolittle della domenica trentaquattrenne Ben Waterfall, che ha mostrato tutto il suo cuore e la sua abilità di dottore lo scorso agosto, riportando in vita una tartaruga con un bocca a bocca così passionale da entrare addirittura nella top ten dei migliori baci di sempre. Tuttavia, dopo la dichiarazione segreta di averci messo anche una puntina di lingua, ci è toccato soprassedere.
E sempre per la sottorubrica gli animali ci guardano ci era quasi riuscito Everett Lages, sempre dai figuratevi steiz, il quale, da appassionato cultore ed estimatore della micia qual è, aveva deciso di portare nello strip club che lo vede abitudinario avventore il proprio gatto Ferdinando II d'Aragona, splendido esemplare di soriano adulto. "Non si mischiano i mici con le micie" avrebbe sentenziato il proprietario del club, impedendo al tapino felinato l'ingresso e costringendolo, suo malgrado, a rivolgersi al 911 per denunciare il sopruso.
Poco da fare, dentro siamo rimasti dei fanciulli e, nonostante le diatribe dell'uomo in difesa di quei dozzinali quadrupedi che agghindano le vostre vite, il nostro plauso andrà sempre agli eroi e ai supereroi.
Assegniamo dunque, con tanto di laurus ad adornargli il capo, il tytolo di Cocco di Pontifex e Stronzo dell'Anno a Escroto Eléctrico, nuovo supereroe dal sapore madrileno, che da Pedro Escobar, ignoto viandante, un fulmine diretto ai testicoli in una notte di primavera ha trasformato nel terrore dei criminali che mettono una Esse alla fine di ogni parola.
Tremate amanti della sangria! Nascondetevi divoratori di Paella! I giorni degli Olé sono finiti!
Adelante Pedro, si puedes!