Tuesday, 30 November 2010



Viviamo tempi bui di sferzante mediaticità che ci regalano travasi di bile regolari e costanti ogni quarantasei ore. Abbronzati dal veleno dei nostri malandati fegati che ci pigmenta la pelle godiamo di tutti i frutti del giardino dell'etere.
Ieri andava in onda l'ultima puntata di un baraccone mediatico con rari e scarni addobbi di politicamente scorretto, a parte il mettere poi sfarzosi balletti in pieno bagaglino style e due capriole nella bara per Paolo Conte che ci stanno tutte (vai Paolo, la prossima faccela carpiata...e oleee!).
Un Vieni Via Con Me tirato in piedi tanto per farci annuire come caproni al pascolo con dieci dodici Quanto è vero a puntata; come se non sapessimo che quel puzzo che sentiamo tutti i giorni è realmente merda e non fumo di concia. Eppure, immaginandoci un pomposo Fazio che ci presenta con il microfono ben piantato nel retto ed il patetico sorriso da koala innamorato, ecco la nostra personale lista di cose che ci mancano dell'Italia (continuando comunque a viverci dentro):
- ci manca il buon cinema, quello di gente come Boldi che, coi finanziamenti statali alle spalle, si vanta della sua comicità non volgare nelle interviste; questo dopo averci propinato per natale peti esplosivi e pupazzi di neve con scope nel culo (e questo solo nei trailer domenicali);
- ci mancano i cari treni italiani, quei bei carri bestiame lerci come latrine turche e affollati come concerti di Gigi D'Alessio con Napoli nel cuore;
- ci mancano gli anticlericali che smerdano il papa e la chiesa tutta pubblicando sotto le Edizioni Paoline.
- ci manca un po' di sano fumo negli occhi di qualche scandaluccio fresco fresco da salotto bene con Barbara Impulso, di quelli con un milione di versioni tutte false, che ci faccia dimenticare anche solo per un attimo le nostre personali pezze al sedere;
- ci mancano le nostre madri con le loro menzogne culinarie mentre cerchiamo una paninoteca aperta alle 3 di notte
"mamma non hai messo i capperi negli involtini giusto?"
"certo che no, caro!"
numerica stimata: 18 capperi per cm quadro di braciola;
- ci mancano gli idoli italiani di una volta, ma se son tutti come la mascotte Ciao dei mondiali del '90 ne facciamo volentieri a meno;
- ci mancano quelle belle raccolte fondi sulla salvaguardia dei papaveri del basso Lazio e le buone vecchie campagne "una firma contro la droga", chè una firma, si sa, fa bruciare oppierie intere come le maledizioni di Fu Manchu;
- ci manca il poter comprare le parole a peso ai mercati Zanichelli, come il buon Mark Zuckerberg, animo nobile da segaiolo e cuor di novello miliardario, innamorato della parola Face. Speriamo solo che qualche pornostar italiana non prenda una lampionata decidendo di comprare anche la parola cazzo, altrimenti toccherà pagare i diritti pure su quello;
- ci manca il rigare dritto, lo scegliere la vita, diventare come tutti gli altri, con il lavoro, la famiglia, il maxitelevisore del cazzo, la lavatrice, la macchina, il cd e l'apriscatole elettrico, buona salute, colesterolo basso, polizza vita, mutuo, prima casa, moda casual, valigie, salotto di tre pezzi, fai-da-te, telequiz, schifezze nella pancia, figli, a spasso nel parco, orario di ufficio, bravo a golf, l'auto lavata, tanti maglioni, natali in famiglia, pensione privata, esenzione fiscale, tirando avanti lontano dai guai, in attesa del giorno in cui morirai.


Monday, 29 November 2010

Come se non bastassero la crisi di governo, i rifiuti a Napoli, le botte a Fede e la figlia della Nannini, ci piomba tra capo e collo il nuovo album dei Take That, imbolsiti come nemmeno i migliori Duran Duran e forti del ritorno del sempre mediocre Robbie Williams, spacciato per grande star rientrante nonostante il rovinoso declino della sua carriera solista.

Riusciranno i nostri intonatissimi eroi a far rivoltare ancora nella tomba i Beatles grazie a chi all'epoca li definì loro eredi, a smuovere nuovamente i cuori (e le assordanti corde vocali) di milioni e milioni di bercianti decerebrate e a vendere tonnellate di compact disc nell'era del download digitale, nonostante nel loro ultimo video ricordino molto da vicino l'ineffabile Immanuel Casto sulla copertina del suo Hits?

Mi auguro di no, dal profondo del mio cuore.

À la prochaine.

E.


P.S.: Riceviamo l'inaspettatissima (col cazzo, c'aveva 84 anni) notizia della dipartita di uno dei nostri attori preferiti. Siccome tra morti attuali e future di necrologi ne abbiamo già messi abbastanza, lasciamo l'incombenza a chi se ne occupa regolarmente. Possiamo solo aggiungere, alla luce di questo articolo, che a volte la morte sceglie proprio quelli sbagliati.

Sunday, 28 November 2010


Muore oggi, con sommo dispiacere dei telespettatori tutti, Tiberio Massimo Maria Giulio Armando Culo Timperi, da tutti conosciuto come Tiberio Timperi (qui sopra con la candela votiva regalata a noi di idiosincrasialterata) .

IL FATTO. Il buon Tiberio, subito dopo aver terminato di condurre a fianco dell’imbolsita-ma-tirata Stefania Orlando la quattromilaseicentonovantasettesima puntata de “Il Lotto alle Otto “, si apprestava a tornare a casa dove ad attenderlo c’era Birillo, il buon bracco dalla vescica debole regalatogli per il compleanno dal telecronista sportivo Bruno Pizzul (con la dedica “all’uomo con gli occhi più belli del mondo, ti porterà tanta fortuna”). Ed è stato proprio salutando il buon Pizzul che Tiberio se n’è andato: infatti dopo aver premuto il pulsante per chiamare l’ascensore, veniva distratto dall’ex commentatore della nazionale di calcio e di catch sulle anguille, che lo invitava al ristorante “Mortacci al Ragù” in Piazzetta Della Buona Sorte pronunciando le ultime parole che il presentatore avrebbe ascoltato: “ Tibeeeerio, vieni a cena con meeee e Paaaaaolo Maldini?”.

Nel frattempo le porte scorrevoli si aprivano per un guasto, senza che l’ascensore fosse ancora arrivato, emettendo il classico “Dlin Dlon” di arrivo al piano.

Un passo. Solo un passo è stato fatale. Oltre al suo sguardo di ghiaccio rivolto verso Bruno e non dritto davanti a se, come avrebbe dovuto fare per salvarsi.

La risposta all’invito non è mai arrivata. E’ precitato giu per 8 piani. 28 metri di caduta. Queste le sue ultime parole.

Addio dolce principe dagli occhi azzurri. Di te ricorderemo soprattutto il fatto che non ci ricordiamo assolutamente nulla di meritevole per cui dedicarti una prece.


Saturday, 27 November 2010

Per il diletto di grandi e piccini torna
L'Egoista in :"Proper planning and preparation"
Buona giornata a tutti voi (chiunque siate) e ai vostri progetti per il weekend (qualunque siano)!


cliccate sull'immagine per visualizzarla nel formato originale (sennò 'un ci leggete gnente!)

NOVITA'!
Finalmente in un formato leggibile!
non si legge niente?
Allora Clicca qua!

Friday, 26 November 2010


Da un po' di tempo il signor Gulag... ehm... il signor Gugol s'è inventato questa bella pensata di addobbare la propria intestazione a seconda del santo del giorno, del compleanno del mese, della morte dell'anno, della copula del secolo.
Aspettando ovviamente la copula del secolo e rispolverando un nostro vecchio evergreen della serie Deconstruction Of The Memories (che è la sola scusa valida per questo post, non che ce ne importi meno di una quaglia che vola in tondo del compleanno della Pippi), ci associamo anche noi in un corale e asburgico augurio.

Thursday, 25 November 2010



Chissà come mai nell'immaginare Gian Germano Giuliani che tira mille nocchini sulla testa di Emilio Fede, decantandogli tutti i salmi del Talmud e l'ordine invertito esatto di tutti i libri del Verga, ci risuonano nelle orecchie le dolci note di One More Kiss Dear di Vangelis.
L'amarissimo digestivo Giuliani avrebbe aggredito ieri sera il buon Fede come da rigorosa tradizione a fine di un lauto banchetto, ma anzichè fargli digerire i tre etti di pappardelle alla lontra ed il filetto d'antilope gli avrebbe provocato un'emicrania cubica guaribile in 3 giorni (sei). Si ignorano al momento i motivi della presunta aggressione, anche se un gossip rubato dagli archivi di Corona (direttamente dalla cartella "cazzate plausibili su cui estorcere") rivela i piccanti retroscena della battaglia per l'affidamento di Leopoldino, nipotino di Giuliani ma anche figlioccio e protetto del nostro antitetico giornalista. Il medicamentoso Giuliani si sarebbe risentito con Fede per aver introdotto il nipotino Leopoldo a feste pelobloccanti di bassa lega e ai riti orgiastici della stoppa presso la confraternita dell'Asso a Bastoni; qui sotto tre dei suoi massimi esponenti attualmente ricercati dalle autorità: da sinistra Spompanato Maila ( 42 anni - salvata da una vocale ), Pasqualino "Sette Bellezze" Bortolotti ( 51 anni - qui con il suo fido destriero BellerofRonte ) e Sportelli Nando ( 63 anni - in arte Reginello ).

Wednesday, 24 November 2010



Ben 19 anni fa il mondo perdeva il maggior precursore della Dove c'è Gusto non c'è Perdenza philosophy, sviluppata poi in seguito dall'illustrissimo Prof. C.Aiazz .
Ebbene sì, brutto finocchiaccio dentone e non troppo segreto amante del baccello a cucù, ci manchi ancora!