Monday, 31 January 2011



"All the cops in the donut shop say
Ay oh whey oh, ay oh whey oh
Walk like an Egyptian
 Walk like an Egyptian"


Sunday, 30 January 2011


Cari amici golosi, bentornati nella rubrica che, come un vescovo col suo chierichetto, Cristina Parodi vorrebbe avere tutta per se: In Cucina con IdiosincrasiAlterata.

Presentiamo oggi una ricetta che ha dato tanta soddisfazione a Zio Cleto durante il suo ultimo bar mitzvah: La Parmigiana Imperdonabile.

Prendete quattro belle melanzane panciute e riempitele di complimenti. Una volta che saranno gratificate, tradite la loro fiducia affettandole ben bene e friggetele in olio bollente con la crudeltà di cui solo la mascella dell’avvocato Galoppa sarebbe capace.Nel frattempo, col sudore della vostra fronte, avrete già provveduto a preparare un bel sughetto gustoso (nel senso che dovete proprio metterci il vostro sudore dentro, per dare quel tipico sapore di uomo dopo sei ore di palestra che piace tanto alle donne obese). Ora, dopo esservi procurati una teglia spaziosa, procedete con fare gli strati: prima il sugo, poi le melanzane crudelmente fritte, poi una bella fettona di prosciutto di yak, una spolverata di parmigiano di montone, caramelle mou, asparagi, acqua ossigenata, uno spruzzo di red bull e un’oliva. E poi ripetete il procedimento fin quando la teglia non sarà ricolma. Cuocete il tutto per 7 giorni e 7 notti presso la fornace del Monte Fato. Una volta che La Parmigiana Imperdonabile sarà pronta tagliatela in venti parti uguali, dandone 3 ai re degli elfi, 7 ai principi dei nani, 9 agli uomini mortali, e un pezzo tenetelo per voi come vostro tesoro. Buon Appetito!

Saturday, 29 January 2011

quando ormai sembravano non esserci più speranze
quando ormai si temeva per la sorte dell'autore
quando ormai non gliene importava più una pippa a nessuno
ecco che ritorna

L'Egoista

nel secondo episodio dell' epica

"Internet is for Porn!"


il nonno dice sempre la verità!

NOVITA'

Finalmente un formato leggibile!
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Friday, 28 January 2011


Quando Gianarmandoantoniomaria Chinotti ha appreso della nostra intenzione di tirare in piedi un nuovo settimanale squarcio di ade non ha potuto esimersi dal mandarci questo affresco di deliziosa quotidianità, che lo ritrae insieme al suo gatto Luciano in un momento in cui lo stesso felino gli fa timidamente notare un lievissimo errore di valutazione.
Il buon Gianarmandoantoniomaria, che deve il suo nome a tutti e quattro i suoi nonni ed il suo cognome ad un antico servigio reso settimanalmente dalla madre alle guardie svizzere del Vaticano, risponde all'osservazione felina con un laconico ma intenso sguardo, qui immortalato dal sempre elegante pittore Matildo.

Precisato questo, tosto passiamo al podio de "Lo Stronzo della Settimana", per scoprire chi è riuscito a guadagnare il primo posto e ad aggiudicarsi l'ambita riproduzione semifedele di un tapiro in puro sterco di cavallo.
Al terzo posto il sempreverde Muhammad Ciro Augusto Yunus, economista bengalese di nascita e allevatore ciociaro di scimmie marine combattenti d'adozione, colpevole di aver prodotto il gustosissimo yogurt "Shakti doi" (liberamente tradotto "Sciacquati ddo"), che provocherebbe crisi mistiche indù e attacchi spastici di squacquerante allegria retroprodotta. Secca la risposta di Muhammad Ciro Augusto: "cosa volete che sia un po' di diarrea?"
Al secondo posto un parimerito assegnato col cuore alla ex coppia omosessuale più in dello showbiz Lele Sempreculo Mora - Fabrizio Cor(o)na. Il primo per aver lanciato nel mercato una nuova carta di credito color oro, addirittura griffata con le sue iniziali (LM - La Merda ndt) e a suo dire "rivolta a coloro che amano la bellezza, l’eleganza, a coloro che ne fanno uno stile di vita", cosa che però non è bastata a Visa Europa per autorizzarne l'immissione sul mercato ma che, insieme alle mille marachelle del buon panzone, è servita solo a velocizzarne il ritiro e il blocco. Al Coroncino un secondo posto d'affetto per essersi presentato nei salotti di Alfonso Cantalupi Signorini con cotanta mamma al seguito per declamare, come un pargolo con la poesiola a Natale, i suoi sentimenti, dei quali, ben inteso, a nessuno frega un pene asinino. Dieci euro comunque sotto il piattino per l'impegno.
Al primo posto, indiscusso trionfatore della settimana e anello mancante tra l'homo ictus e l'homosex, il nipponico macaco Lucky. Lucky il macaco furioso, com'è stato battezzato dai media, dopo aver eluso la sorveglianza dello zoo giapponese dov'era rinchiuso, colpevole di aver aggredito solo 100 persone per una scommessa col gorilla Adalberto, è evaso e ha ripreso a seminare il panico in giro. Ora pare che si aggiri nei dintorni della prefettura di Shizuoka passando in rassegna tutti i postriboli della zona. Se volete passare a fargli un saluto o a farvi sfarinare di nocchini anche voi, potete trovarlo tutte le sere al bar di Kim Hoishu Annicchiarico (detto Il Casarduoglio) dalle 18 in poi per l'aperitivo.
Alla prossima settimana!

Wednesday, 26 January 2011


Non volevamo crederci, noi per primi.
Va da sé che ci hanno pagato profumatamente per tenere la notizia per noi, per non divulgarla, in modo da non diffondere il panico tra i nostri lettori, ma davvero non possiamo tacere, stavolta non possiamo reclinare il capo e obbedire.
Ci avevano preso in giro, quando eravamo stati sorpresi a studiare, tutti diligenti, libri come questo, sottolineandone con l'evidenziatore i passaggi fondamentali, preparandoci con una meticolosità mai avuta per un esame universitario; ridevano, “siete fuori di testa”, dicevano.
Ma avevamo ragione noi.
La notizia di cronaca più assurdamente tragica di ieri è stata abilmente camuffata da tentativo di ricatto, o chissà cos'altro.
Ma la verità ci è stata svelata: Mike Bongiorno is back from the dead.
A nulla valgono le dichiarazioni indignate dei suoi colleghi, che gridano all'indecenza e alla bassezza umana, la verità è che anni e anni di radiazioni televisive hanno finalmente portato al diffondersi incontrollato di quel virus che consente alla carne morta di tornare alla vita, e sono proprio i nostri beniamini catodici i più colpiti dall'epidemia, per forza di cose.
Fossi in voi nei prossimi mesi terrei d'occhio i feretri di Sandra & Raimondo, di Corrado, di Enzo Tortora, di Gigi Sabani: da vivi come da morti, è il nostro cervello che bramano.
À la prochaine,
E.

Tuesday, 25 January 2011


 
"You don't know how lucky you are, boys
Back in the USSR"

Monday, 24 January 2011


Shit happens when you party naked.

Le perifrasi d'oltreoceano sono un po' come gli adagi che recitava lapidaria e in piena trance mistica mia nonna di fronte a qualsivoglia accadimento. In sintesi sarebbe una sorta di se te la cerchi è del tutto normale che te la trovi. Fuori pioviggina e lasciamo l'ombrello a casa? Non lamentiamoci del temporale mentre imitiamo l'uomo ragno appiccicati ad un muro sotto un balcone. Ci si vanta di una nomea come Mister lo tiro fuori in tempo? Il poppante è in agguato e non serve imprecare al primo vagito.
In altre parole, la merda capita quando vai alle feste nudo. Nulla di più vero. Una sorta di nostrano se sputi in cielo preparati a bagnarti di saliva il viso, o giù di lì.
E' per lo più la stessa cosa con il social network e tra gente che non vuole assolutamente usarlo, gente che ne è letteralmente drogata al punto da scriverci anche il numero di metastasi del nonno morente, gente che non lo usa ma sotto sotto la notte è sempre lì a spulciare le foto di una ex, facebook è la sintesi di quanto ci circonda adesso, dal concerto rock di provincia al fattaccio di cronaca, dal giochino in cui rincorrere una lontra col mouse al gruppo di sostegno per l'uomo d'affari depresso.
Il mondo virtuale sta avendo la meglio sulla realtà. Se da una parte un carabiniere sbrocca con la figlia per via di facebook e ammazza prima lei e poi si suicida, dall'altra qualcuno eliminerà un contatto dalla lista dei propri amici, convinto di poterlo cancellare così dall'esistenza. Elimina l'amico e un fulmine lo colpirà in pieno, questo il mantra. E mentre un marito ammazza la moglie solo per il suo essersi definita single sul social network (c'erano tempi in cui bastava urlare un puttanazza con occhi di bragia tra amici e parenti), uomini e donne correranno ad aggiornare il proprio status sentimentale non appena una relazione finisce; dio non voglia che non si sappia immediatamente di essere già su piazza disponibili e riciclabili. La verità è che l'amore e i rapporti ai tempi del feisbùc son diventati dei grovigli inestricabili, dove basta così poco per mandare tutto in vacca. Eppure, tra autoscatti inutili a braccia tese, foto piacione abbracciati ad una chitarra o alla gigantografia di Jenna Jameson e commenti al vetriolo sui reciproci status non ci si stanca mai di lamentarsene. Le sedicenni spariscono? Colpa di facebook che ha permesso al quarantenne o al ragazzino con ormoni grossi come tacchini di avvicinarle. Il rave party va male e ci scappa il morto? Colpa di facebook che ha fornito le pasticche. Vi fa male la pancia? Colpa di facebook; di chi altri se no? Facebook, il fratello bastardo della musica heavy metal. Che anche quella, si sa, in decadi e decadi di storia ne ha fatti di danni! Ma nulla dalla testa ci toglie che, senza alcuna ragione in particolare e con qualsiasi tipo di connessione, il concetto filostatunitense rimanga: shit happens when you party naked.
Alla nostra morte nessun gruppo alla memoria, solo opere di bene.