Sunday, 30 September 2012


Buongiorno gentili lettori e bentornati alla rubrica preferita da Maurizio Costanzo dopo una serata di sesso e nutella: la Nouvelle Couisine di Idiosincrasia Alterata.
Quest’oggi parleremo di una ricetta assai semplice e gustosa: l’hot dog idiosincratico.

Innanzitutto, fingendovi una soubrette o un produttore di insaccati, contattate negli Stati Uniti Jonah Falcon, il quale sarà ben lieto di fornirvi il wurstel a voi più gradito: una bella sberla da 34 centimetri di intenso sapore suino. 
Il nostro, infatti, ha aperto qualche anno fa una azienda di gustosi wurstel carnosi,  quindi non fate strani pensieri, brutti maliziosi che non siete altro.
Bene, ora, sempre all’insegna della sobrietà, procuratevi del buon pane morbido e soffice, come se fosse un seno generoso, ma senza capezzoli.
Tagliatelo a metà  per ottenere due belle fettone dove adagerete, dopo averlo fatto bollire per bene,  il vostro sugoso wurstelone. Aggiungete una bella salsa a vostra scelta per rendere ancora più saporito il tutto e gustatevi il piatto con maschia veemenza.
PS: scusate, ma la visità in redazione della nuova fiammadell’injenier M. deve aver smosso un po’ i miei ormoni.

Sunday, 16 September 2012


Buongiorno miei dotatissimi lettori e bentornati, dopo un’estenuante e lunga estate, alla rubrica preferita dai gourmet di tutto il mondo: La Nouvelle Cousine di Idiosincrasia Alterata.
Cosa se non un buonissimo gelato può porre fine a questa lunga estate? Beh, io dico un bel piatto di lasagne bollenti: ecco a voi la Lasagna Idiosincratica.

Per un’ottima Lasagna Idiosincratica innanzitutto dovete preparare della gustosa besciamella anatolica.
Cos’è la besciamella anatolica?
Non lo sappiamo neanche noi, quindi vi toccherà recuperarla affrontando mille peripezie: recatevi nella caverna di Sout, attraversando il passo di Gur, affrontando il demone Bar (conservate i suoi pesantissimi resti, vi spiegherò poi) e scalando il monte Ulbert.
Li troverete la dolcissima e gioviale Clementina  che vi farà dono di un’ampolla contenente appunto l’ingrediente da noi anelato.
Orbene, ora dovrete preparare anche un ottimo sugo, ma quelli sono cazzi vostri, non è che adesso ad ogni ricetta devo spiegarvi come si fa un sugo delizioso. Arrangiatevi, diamine: fatemi essere orgoglioso di voi ogni tanto!
Ora ci manca la pasta fresca e del prosciutto.
Vista la stanchezza dovuta al recupero della besciamella, con conseguente pigrizia cronica, vi consiglio di comprare la pasta fresca: recatevi all’Ipercoop più vicina, insultate tutti i clienti e i cassieri e fuggite, raggiungendo l’Eurospin dove la pasta costa molto meno.
Ok, ora ricordate che vi ho suggerito di conservare i resti del demone Bar? Era solo per farvi portare del peso inutile e farvi inveire un po’, quindi scannate un fottuto maiale, ben più gustoso di un demone, e affettategli la gamba per ottenere del buonissimo prosciutto fresco.
Infine assemblate il tutto in una teglia come più vi aggrada, tanto il risultato non cambia: verrà comunque un pasticcio informe color vomito.
Cuocete in forno per 3 giorni e 4 notti a 230 gradi e una volta pronta, gustate la lasagna con  bacchette di faggio.
Buon appetito!

Sunday, 22 July 2012


Buongiorno miei cattolicissimi buongustai e bentornati alla rubrica culinaria preferita dall'Arcidiocesi di Rapallo: la Nouvelle Cuisine di Idiosincrasia Alterata.
Oggi, data la nostra vicinanza al sito Pontifex, abbiamo deciso di regalarvi una ricetta speciale: le Linguine alla Pio.

Per delle ottime Linguine alla Pio, innanzitutto dovrete flagellarvi chiedendo perdono a Dio, fin quando Egli, nella sua infinità misericordia, non vi donerà delle dolorosissime Stigmate®.
Grati di ciò, raccoglierete i grumi di sangue e gli altri liquidi che vi si formeranno nella mano e li soffrigerete con un po' di cipolla e carotine ben grattugiate. Ora, imprecando in foggiano, vi appresterete a cucinare le linguine in una pentola in ghisa, riscaldata dalla lingua di fuoco che circonda San Giovanni Rotondo, come nel famoso musical scritto e diretto da Sandro Mayer. 
Una volta cotte le linguine, scolatele e aggiungete il soffritto, saltate il tutto con del vin santo e.. Buon Appetito!

Sunday, 8 July 2012



Buongiorno e bentornati alla rubrica culinaria preferita dai ciccionissimi lottatori di sumo dopo 3 ore e mezza di sauna: la Nouvelle Cuisine di Idiosincrasia Alterata.
Quest'oggi parleremo di un piatto tipico della cucina thailandese, tramandato da ladyboy in ladyboy fino ai giorni nostri: i panzerotti col culo.

Innanzitutto per degli ottimi panzerotti col culo avrete bisogno di due panciute chiappette sode e profumate, quindi recatevi in Giappone alla ricerca del famoso Mister X, l'unico in grado di indicarvi le Chiappe Perfette. Solo che sarà irreperibile e al suo posto, a Tana delle Tigri, troverete le più temibili MissX, che saranno ben liete di donare le loro di Chiappone, in cambio di numerose ore di sesso tantrico. Fate questo sforzo e avrete il vostro ingrediente principale.
Ora, per riempire tutto questo ben di dio, vi servirà della gustosa polpa di pomodoro e della filante mozzarella.
E dove se non in California potrete trovare queste delizie? Ad esempio a La California, in provincia di Livorno.
Quindi tra un chianti e un altro, raggirate i provincialotti abitanti di questa ridente città Toscana, indicandogli dei passanti a caso e urlando: “son Pisani! Picchiamoli!”.
Quando saranno distratti nel pestare i malcapitati, introducetevi nelle loro case e rubategli tutta la passata di pomodoro e le mozzarelle che trovate nei loro frighi, e fuggite urlando “Boia Deh”.
Orbene, ora con un imbuto riempite le enormi chiappone delle Miss X e friggetele in abbondante olio.
Una volta pronte, gustatele ancora calde!
Buon Appetito!

Sunday, 24 June 2012


Buongiorno cari amici ciccionissimi, e bentornati alla rubrica preferita da Reinold Messner quando ha la diarrea: la Nouvelle Cuisine di Idiosincrasia Alterata. Oggi, visto il caldo torrenziale che ha colpito la nostra penisola, vi insegneremo a prepare un piatto fresco ed estivo, adatto per i giuovani e per i premorti: la Pasta in Brodo Idiosincratica.

Innanzitutto per un'ottima Pasta in Brodo Idiosincratica, dovrete preparare un gustoso e giusto brodo.
Quindi versate in un pentolino dell'acqua e aggiungete nell'ordine: una carota bella lunga, del sedano fresco, una patata panciuta, 5 cl di amuchina soluzione al 2%, 0,5g di stronzio, un paio di funghi trifolati, una compressa di Flumicon e un dvd di “Impara a Corteggiare una Squinzia” di Mike Tyson (anche masterizzato va bene).
Quando l'acqua avrà assunto un colore ramato e una consistenza dubbia, togliete con un mestolino gli ingredienti e aggiungete abbondante pasta per sfamarvi.
Cuocete finchè il tutto non vi sembrerà una sbobba immangiabile (deliziosa!).
“Tutto qui?” vi starete chiedendo, simpatici lettori.
Si, tutto qui: fa troppo caldo per stare davanti ad un pc, figuriamoci davanti ad una cucina, quindi se non vi va bene, digiunate!
Tse.
Ingrati.

Sunday, 10 June 2012


Buongiorno cari amici grassocci e sudaticci e bentornati alla rubrica preferita da Kim Jong Il prima che trapassasse: la Nouvelle Cuisine di Idiosincrasia Alterata.
Quest'oggi, dopo aver intercettato uno dei corvi di Sua Santità illustrissima Benedetto Unsesto ed elargitogli numerosi favori sessuali grazie alla nota perizia in materia del mai troppo osannato injenier M. (uomo e amante impareggiabile), siamo riusciti ad estorcere la ricetta che i cuochi vaticani si tramandano di generazione in generazione per soddisfare anche il palato papale più difficile: Le Santissime Fettuccine.

Per delle ottime Santissime Fettuccine innanzitutto abbiamo bisogno di un pezzo della Vera Croce, quindi recatevi in pellegrinaggio a Gerusalemme spacciandovi per Padre Maurizio, noto prete baffuto della diocesi di Scortichino (FE), amante del metodo Montessori per la crescita dei pargoli della sua comunità parrocchiale. I vecchissimi Templari custodi, impauriti dai ceffoni a mano aperta che potrebbero ricevere, vi cederanno senza indugio la reliquia. Reliquia che voi prontamente affetterete per ricavare, grazie all'aiuto di una sega circolare, delle morbide fettuccine lignee.
Che soffici trucioli vero? Bene, ora dovete recarvi a San Giovanni Rotondo, in visita alla tomba del malefico Francesco Forgione aka Padre Pio. Vestiti da ninja di dio, con un'azione rocambolesca, sottrarrete il cadavere del sant'uomo e tosto lo triterete per bene, ricavando un macinato da usare insieme alla salsa di pomodoro Santa Rosa per un ottimo ragù.
Bene, ora cucinate le fettuccine e unite il sugo et voilà, le vostre Santissime Fettuccine saranno pronte, belle fumanti per accontentare anche il solito Paolo Brosio di turno che ammorba la vostra sala da pranzo.
N.B. In caso di preti pedofili al tavolo, sostituite il Pio con i piccoli pastorelli di Fatima.  

Vino consigliato: Vin Santo.

Sunday, 27 May 2012


Buongiorno obesissimi lettori di questa rubrica e bentornati a La Nouvelle Cuisine di Idiosincrasia Alterata. Quest'oggi, dopo una sbronza che definire epocale è riduttiva e la conseguente inappetenza dovuta alla contorsione delle mie budella, direi che piuttosto di parlare di come preparare una gustosa ricetta (che sicuramente rovinereste perchè non siete in grado di fare nulla, figuriamoci di realizzare i capolavori culinari che vi propongo) vi svelerò il grande segreto del 2012: cos'è davvero il sushi.

Da sempre si pensa che il sushi sia un cibo giapponese a base di pesce e riso. 
Ma sapete che pesce è quello che vi spacciano per salmone o tonno?
Bene, avete presente quella volta alle scuole medie quando il bulletto dell'ultimo banco vi ha dato del succhia cazzi? Ora potrete rispondergli “non sono un succhia cazzi, ma un mangia cazzi!”.
Proprio così, quel grosso maki che avete divorato con gusto intinto di grondante salsa di soia e wasabi, viene ricavato dal famoso pesce Cazzo.
Ora ha tutto un altro sapore vero?
Sono convinto che comunque molti di voi apprezzeranno lo stesso, forse ancor di più.
D'altronde, come recita un vecchio detto: “ i gusti son gusti, disse il maiale e poi si andò a rotolare nella merda.”
Alla prossima!

Ps: per quanto riguarda il Wasabi, davvero, è meglio che non sappiate da dove viene ricavata quella roba verde. 

Sunday, 6 May 2012


Buonasera cari amici e bentornati alla rubrica amata dai grandi e piccoli obesi del mondo: La Nouvelle Cuisine di Idiosincrasia Alterata.
Oggi vi insegneremo a cucinare il pasto preferito dalle rock star più famose degli anni '70: il Risotto ai Funghi.

Innanzitutto affettate uno scalogno bello panciuto e fatelo soffriggere con dell'ottimo e sano olio di oliva. Una volta che lo scalogno sarà ben dorato aggiungete il riso e fatelo tostare per bene, aggiungendo del vino bianco da cucina. Nel frattempo recatevi ad Amsterdam e comprate dei gustosi Psylocibe Cubensis, fungo raro dal gusto corposo, l'unico adatto al nostro risotto. Tornerete sicuramente in tempo per aggiungere al riso del brodo vegetale e i funghi di cui sopra. Continuate ad aggiungere il brodo fin quando il risotto non sarà pronto.
Ora servite in tavola, mangiate e dopo un paio di ore scoprirete che tutta la materia non è altro che energia condensata in una vibrazione a bassa frequenza, che tutti siamo una sola coscienza che sperimenta sé stessa in modo plurisoggettivo, che la vita è solo un sogno e noi non siamo che l'immaginazione di noi stessi.
Bene, si può passare al dolce!
Alla prossima!
Vino Consigliato: infuso di stramonio.

(Ricetta in memoria del grande Bill Hicks)

Sunday, 22 April 2012


Good evening  giovani cuochi che non sanno neanche riscaldare gli avanzi, e bentornati alla rubrica che appassiona tutti sin dai tempi del mundial '82: la Nouvelle Cuisine di Idiosincrasia Alterata.
Oggi parleremo di una ricetta facile facile da realizzare, veloce e adatta ai bambini: l'Aragosta allo Champagne con Riso.

Per prima cosa, cari i miei nullafacenti, bisogna procurarsi una bella aragosta polposa: quale miglior occasione per fare quel viaggio in Corsica che rimandavate da tempo? 
Lo rimandavate perchè la Corsica vi fa schifo? Poco importa, dovrete recarvi li e immergervi nei bassi fondali rocciosi vestiti da scolarette giapponesi sexy. 
Questo, oltre ad attirare mostri tentacolari hentai simili a polipi (che verranno buoni per ricette future), vi farà avvicinare da aragostone panciute e saccenti: è noto, infatti, che le aragoste sono solite sfiancare con discorsi sui massimi sistemi le scolarette giapponesi prima di violentarle selvaggiamente con le loro chele.
Voi, subdoli, appena un'aragosta inizierà il suo simposio, la costringerete a seguirvi con la scusa di volerlo come docente in un convegno ricolmo di altre scolarette sexy. Quando l'insaziabile bestia sarà distratta dal sogno che le state offrendo, la catturerete con un sacco della spazzatura nera. 
Ora che abbiamo finalmente la nostra materia prima, preparate un pentolone di acqua bollente e, prima di immergerla, fate si che ella scriva le sue ultime volontà (non siamo mica dei bastardi crudeli, per diana), tra cui ci sarà sicuramente il desiderio di un'ultima sbronza colossale: non siate tirchi, comprate il miglior champagne in circolazione e fatela bere ben bene, pagandogli anche delle prostitute che le ballino intorno per sollazzarla. 
Infine, approfittando della sua ubriachezza, procedete con il vostro ingrato compito, mantenendo un atteggiamento rispettosoe serio
Quindi, ora che è bella lessa, per non spaventare i bambini, disegnatele con un pennarello un bel sorrisone al posto di quella espressione cupa, e servitela ai vostri pargoli che saranno ben lieti di spolparla per bene.

Vino consigliato: ma quale vino, è per i vostri bambini! Dategli del Rum invecchiato almeno.

Sunday, 8 April 2012

Buongiorno e buona Resurrezione del Gristo a tutti voi, flautolenti lettori dello stivale italico. Finalmente torniamo con la rubrica più consultata dagli afroamericani per i loro riti voodoo: la Nouvelle Cuisine di Idiosincrasia Alterata.
Per questo pranzone pasquale noi della redazione abbiamo deciso di donarvi la ricetta del già citato Pollo Cusutu N'culu, una antica ricetta salentina tramandata da mugnaia a mugnaia per la gioia (poca) dei volatili.

Per un ottimo Pollo Cusutu N'culu dovete innanzitutto catturare, con delle lusinghe, un bel pollo paffutello: nonostante la sua riluttanza ai complimenti facili, al vostro “ con quei glutei potresti rompere delle noci”, sarà completamente soggiogato e pronto a sacrificarsi per voi.
Poco male, è proprio quello che gli toccherà fare.
Legatelo ad una sedia ma a testa in giù e cominciate a infilargli nel retto, non senza un certo piacere per il volatile, una carota tagliata alla julien, una patata tagliata a rondelle finissime, dei piselli medi scottati appena, ed un baobab intero.
Se la pratica vi sembra un po' crudele non preoccupatevi: il pollo che avete catturato è una delle menti che si cela dietro la strage di Ustica, nonché il maggior sponsor dell'uccisione dei cani in Ucraina per gli europei di calcio, quindi siate pure spietati.
Dopo averlo riempito a dovere, per evitare che i vostri sforzi vadano perduti, magari per una correggia del pennuto, prendete ago e filo e cucitegli l'ano: so che non vorreste mai fare una cosa così crudele, ma avete presente quando avete scoperto che Babbo Natale non esiste? Beh, è stato lui a dirvelo.
Ora cuocete il pollo ormai tramortito in un forno a legna per 6 ore e servitelo ancora fumante.
Se qualche vegetariano protesta per la barbaria a cui avete sottoposto l'animale, raccontategli di chi ha cagato nelle loro verdure causandogli la toxoplasmosi: saranno ben lieti, se non di divorarlo, almeno di insultare un pochino i suoi resti caldi.
Buon appetito!

Vino Consigliato: dell'acqua tramutata in vino da Gesù.

Sunday, 11 March 2012


Buongiorno gentili avventori e bentornati alla rubrica culinaria che Gordon Ramsey ha definito, cito testualmente, “la migliore al mondo, fottute teste di cazzo!” : la Nouvelle Cuisine di Idiosincrasia Alterata.
Oggi, vista la notoria pigrizia dei nostri chef, parleremo di un piatto facile facile da preparare: il Patè de Foiè Gras saltato al barolo con odorini di campagna.

Orbene, recatevi nella rustica campagna Francese, dove l'aria è sana e la vegetazione rigogliosa. Questo contatto con la natura altezzosa e spocchiosa come solo in Francia sa essere, vi renderà vendicativi, quindi cagate dietro un albero le vostre frustrazioni. Oltre a fornirvi gli odorini di campagna, il lezzo attirerà diversi animali curiosi, tra cui un'oca tonta e ubriacona alla quale darete una botta in testa, rapendola. Purtroppo dopo un paio di ore in sua compagnia sarete mossi a compassione e, dopo avergli pagato un paio di giri di whisky, la lascerete libera. Un po' sconfortati rimanderete la cattura dell'oca e vi dedicherete alla ricerca di un ottimo barolo del 1982, indispensabile per la nostra ricetta. Recatevi quindi nel comune di Barolo e fate visita all'Annacquato, la migliore enoteca del luogo. Appena entrati, scoprirete che l'unica bottiglia rimasta di quell'annata è stata appena acquistata dall'oca ubriacona di cui prima. La notizia vi renderà cechi di rabbia e nonostante i vostri sforzi per catturarla, l'oca riuscirà abilmente a sfuggirvi spiccando dei piccoli saltelli qua e la dileguandosi nella notte. So che sarete abbattuti e tristi, ma non perdetevi d'animo piccoli chef: tornate in Francia, picchiate e seviziate un cuoco finchè non sarà lui a prepararvi il piatto e quando tutto sarà pronto, spacciatelo per vostro con tutti i commensali!
Buon Appetito!

Sunday, 19 February 2012


“Signora Longari, mi è caduta sull’uccello!” disse il buon fattore Michele Misserio alla povera Polifema Longari in Cantore,mentre scivolando schiacciava sotto il peso dei suoi possenti senoni l'innocente anatra che le girovagava attorno.
“Cosa c’entra tutto questo?” vi starete chiedendo voi lettori di bella presenza.
C’entra (e cintrone) vi rispondo io, perché oggi andremo a parlare di come cucinare un ottima Anatra all’Arancia, attirandoci le ire di tutti i vegani nel mondo.

Innanzitutto fate spappolare da degli enormi senoni un’anatra curiosa, dopodiché spennatela ben bene con il silk epil di vostra suocera (consiglio di tenere le piume per foderare soffici cuscini). Una volta che sarà bella liscia come il culo di un bambino o le coronarie di un nonnetto, tagliatele la testa e ficcategli una mano nel retto svuotandolo di ogni sua viscera. Si lo so, è una cosa crudele e vi fa vomitare al sol pensiero, quindi fatela passare come un’attività per bambini chiamando Giovanni Mucciaccia come capocuoco e facendo eseguire il tutto a vostro figlio Cleto di anni sette con delle forbici dalla punta arrotondata.
Ora i casi sono due: o usate l’anatra decapitata e spellata come un pupazzo della Jim Henson Team dandogli una voce strana e facendogli fare un programma tv, o la riempite di arance gustose di Sicilia e la cuocete nel forno a 180 gradi per 3 ore e mezza. In entrambi i casi il risultato sarà un successone per i commensali!

Vino Consigliato: un Ansonica Costa dell’Argentario DOC del 1972, oppure della coca cola light.

Sunday, 5 February 2012


“Autoreggenti”, rispose l’anziana novantatreenne Gisella Cantore alla commessa del Calzedonia quando le chiese di che tipo di calze bisognasse, provocando svenimenti e conati di vomito nella clientela tutta.
Tranne il sottoscritto.
Come mai?
No, non mi trattenni grazie al fatto che conoscevo già quello che sarebbe accaduto, avendo pagato la bacucca con qualche spicciolo per organizzare il tutto, ma riuscì grazie alla ricetta che andrò a presentarvi or ora: il Cocktail Antiemetico Idiosincratico.
Innanzitutto, per preparare un buon Cocktail Antiemetico Idiosincratico avrete bisogno del miglior barman del circondario, che misceli gli ingredienti con cura. Quindi ci siamo rivolti al migliore di tutti, il sempre disponibile injenier M, balzato ultimamente agli onori della cronaca per le dichiarazione di Lady Gaga di voler un figlio dal suddetto.
Procurate al buon Gago (pare che ora si faccia chiamare così), rivolgendovi al vostro veterinario per cavalli di fiducia, del Roipnol che egli andrà a pestare insieme a del lime, dell’uvetta e dell’imodium. Ora fate colmare il bicchiere con del ghiaccio tritate e versare nell’ordine ¼ di Rum Des Antilles, ¼ di Sambuca, ¼ di liquido per le lenti Baush e Lomb, e della Coca Cola. Shakerate il tutto e fate aggiungere dal Injenier il tocco di classe che rende i suoi cocktail unici e saporiti: i suoi generosi peli pubici sempre lindi e pettinati.
Una volta pronto,buttate giù la sbobba tutta d’un fiato e, se non vomitate all’istante, garantisco che non vomiterete mai più in vita vostra. Se invece lo sbocco è inevitabile, beh, poco male, ve ne dimenticherete grazie al Roipnol.
Si pensa a tutto noi!
Enjoy!

Sunday, 22 January 2012


Qual buon vento vetusti lettori! Finalmente si ritorna a parlare di buona cucina in quel di Idiosincrasia dopo diverse settimane di silenzio!
Cosa volete, eravamo a prendere il sole e a divertirci in una delle mete turistiche più ambite nel panorama mondiale: Santa Maria Capua Vetere(O pais e'patema).
Ora che siamo così corroborati dalla vacanza, siamo pronti a presentarvi una ricetta insegnataci dagli indigeni campani locali: gli Arancini Siciliani.

Innanzitutto recatevi nella ridente isola italiota, la Sicilia appunto, per reperire i principali ingredienti, ma attenzione, a piedi, in pellegrinaggio, a meno che non vogliate essere fermati da persone che, bloccando il vostro mezzo, con una pompa succhino via tutta la benzina dalla vostra auto e spariscano nel nulla, roboando coi loro nuovamente attivi Suv.
Dopo aver realizzato che in nessuna delle attività locali ci sarà del riso, ma solo supermercati vuoti o picciotti con delle lupare all’ingresso, rivolgetevi agli abitanti locali, che troverete manifestanti nelle piazze e negli imbocchi dell’autostrada con dei forconi in mano, urlando slogan a voi perlopiù sconosciuti. Evitando i capi della protesta, che riconoscerete per i crani rasati e le urla “Sieg Heil”, chiedete informazioni agli studenti universitari del luogo, che noncuranti della vostra fame da ricetta, vi parleranno di questione meridionale, oppressione dei popoli, prezzi della benzina e riappropriazione del territorio. Se oserete chiedere del riso, o della carne macinata, o addirittura dei piselli (eresia!), vi appiopperanno epiteti come “insensibile” o “proprio lei che è meridionale dovrebbe capire” o “fascista” e vi cacceranno via a calci nel deretano, nonostante voi gli facciate notare che i loro referenti nella rivolta siano di Forza Nuova (merda vecchia). Mestamente dunque, andrete via dalla ridente isola e vi recherete nel primo autogrill, in Calabria, per comprare un arancino vecchio di due giorni rifritto in olio stantio, spacciandolo con i commensali per vostra realizzazione.
Bon Appetit

Vino Consigliato: Un buon Vino del Forcone Strumentalizzato andrebbe bene per questa occasione.

Sunday, 18 December 2011


Buongiorno miei famelici lettori bramanti di nuove ricette e bentornati alla rubrica culinaria preferita da tutti quelli che, come noi, non sono ancora in ferie, magari perché un dispotico datore di lavoro (nel nostro caso l’illustre injenier M.) vi tiene sotto frusta.
Oggi tra l’altro il sindacato idiosincratico aveva deciso lo sciopero generale, ma vista la presenza di numerosi crumiri in redazione, pubblicheremo lo stesso, controvoglia, una ricetta natalizia per accontentare anche il più cicciottello di voi.

Oggi vi insegneremo a cucinare le orecchiette alla M., quelle che regaleremo appunto all’amatissimo injenier per averci fatto lavorare anche oggi.
Innanzitutto versate in una bacinella d'odio nell’ordine: un chilo di farina doppio zero, un litro d’acqua, sale e lievito. Poi, di soppiatto, staccatevi dei peli da sotto le ascelle, che non lavavate appositamente da due decadi, e infilatele in un frullatore con dei prodotti prelevati dal vostro naso e dal vostro ombelico. Quindi, dopo che la sbobba frullata sarà del tutto incolore, versatela nella bacinella e impastate con gusto emettendo jodel di piacere.
Quando il preparato sarà pronto, fatelo riposare per diverse ore, cosicchè il lievito faccia il suo effetto, ma prima di coprire la bacinella per tenerla al caldo, scorreggiatevi silenziosamente dentro, e poi sigillatela benbene coprendola con numerose coperte.
Dopo tre ore di gozzovigli, potete incominciare a fare le vostre orecchiette, stendendo la pasta e tagliandola nella forma giusta. Una volta pronte, sapete già come cuocerle, altrimenti in tutti ‘sti mesi di rubrica non vi abbiamo insegnato un cazzo e saremmo decisamente alterati.
Ovviamente conditela con sugo stantio e abbondante parmigi-ano reggi-ano. Se al vostro capo piacerà il piatto, riderete crudelmente sotto i vostri folti baffi , fatti crescere appositamente per l’occasione: la vendetta è compiuta!

Vino consigliato: dell’ottimo Lancers frizzantino con dentro del Roipnol.

Sunday, 4 December 2011

Buongiorno a tutti venerabili lettori di questa gustosa rubrica domenicale, che vi sollazza con le sue deliziose ricette e la sua simpatia incontinente (in tutti i sensi). Insomma, bentornati a La Nouvelle Cuisine di Idiosincrosia Alterata.
Parleremo oggi di un tipico piatto della tradizione natalizia del sud italia, quando le sere diventano buie e la temperatura raggiunge gli zero gradi: l’insalata di riso.

Per un ottima insalata di riso innanzitutto abbiamo bisogno, cari amici intelligentoni, del riso! Quale miglior occasione per un bel viaggio in Cina, a sfottere quei fottuti Charlie e sottrarglielo, dopo avergli picchiato i bambini e violentato le donne? Beh, ce ne sono di migliori di occasioni brutti razzisti, quindi recatevi al primo discount Povertà© e comprate 1kg di riso triste, di quello che si scuoce sicuramente anche se ci state attenti tutto il tempo. Dopo averlo preparato, fatelo raffreddare ed adagiatelo in frigo per un’era geologica. Una volta che sarà granitico, con chicchi assomiglianti a piombini di fucile, aggiungeteci dentro, nell’ordine: tabacco pregiatissimo da masticare, dei canditi, dei candidati (a qualsiasi carica, non importa), del pomodoro, dei pomi di ottone, dei manici di scopa e delle scorze di naso. Mischate fino a ottenere un bel pappone di schifezze. Non siete paghi? Allora tritate anche il tutto e adagiate in foglie di fico d’india. Ancora insoddisfatti? Beh che volete pure una fetta di culo? Si? Allora aggiungetela a mo' di guanciale.
Facile e immediato, vero? Subito pronto per festeggiare con gli amici gli ultimi giorni dell’anno!

Vino consigliato: Granita di Nero D’Avola.

Sunday, 20 November 2011

Buongiorno gentili avventori e bentornati, nonostante la latitanza, alla rubrica culinaria amata da tutti e disponibile ora anche in pizzini per i nostri amici legati ad attività parastatali: La Nouvelle Cuisine di Idiosincrasia Alterata.
Oggi, nonostante il fiato sul collo della vecchia di merda astuta Jessica Fletcher, siamo riusciti a partorire una prelibatezza da farvi leccare i baffi della nonna Austera, saggia babbiona dal rude viso: gli Involtini idiosincratici.

Innanzitutto procuratevi un cicciobombo fustacchione qualsiasi ,e ingraziatevelo promettendogli piccoli bomboloni ripieni di nutella. Una volta che sarà ben lisciato dalle vostre promesse di delizie, prendetelo a calci in culo e costringetelo a mangiare nell’ordine: un tacchino denutrito, un bel prosciuttone invecchiato un paio di anni, due piccoli formaggini di Susanna Tutta Panna e una confezione di stuzzicadenti in vero bambù.
Ora aspettate che il bombolo caghi, ma, attenzione, scoprirete con rammarico il suo problema di stitichezza.
Quindi, scocciati, procuratevi il raro Guttalax Corleonese, grazie all’aiuto dei parastatali di cui sopra, senza dimenticare di avere poi un debito con loro che non potrete giammai rifiutare di saldare.
Il ciccione, sotto la minaccia di nocchini sulle ginocchia, deglutirà l’intera confezione e, come una betoniera di grasso, produrrà, finalmente, dal suo retto dei piccoli involtini già instecchinati e pronti per la cottura. Adagiamoli in una padella abbastanza capiente cuocendoli a fiamma bassa e bagnandoli con del pregiato Chardonnay del 1987.
Vedrete, una delizia che vi farà urlare di piacere!
(Il cicciobombo tenetevelo buono che può sempre tornare utile per altre ricette future, quindi regalategli gli ambiti bomboloni. Lui vi ringrazierà e si renderà sempre disponibile.)

Vino Consigliato: dell’ottimo Ronco-ni da tavola.

Sunday, 6 November 2011

Osannatissimi lettori, buongiorno e bentornati dopo un po’ di latitanza alla rubrica più amata dalle massaie grasse e petulanti: la Nouvelle Cuisine di Idiosincrasia Alterata.
Perché siamo stati assenti? Innanzitutto lo siamo ancora, infatti chi vi scrive è in un internet point di Trepalle (SO) in mezzo a negri uomini di colore e badanti. Tutto questo dopo la nostra partecipazione (con vittoria) all’ Halloween in Cucina di Cabot Cove.
Il piatto preparato è stato una semplice crostata all’aroma di bukkake col morto: nulla di particolare, non vi sto a dire ora come si fa per via del fiato sul collo che soffia in questo momento, sappiate solo che per una città di villici e buzzurri andava più che bene.
Solo che, a classificarsi seconda, è stata colei che ci ha fornito l’ingrediente principale della nostra crostata: Jessica Fletcher, detta anche la Signora in Giallo®.
Ora lei, colta da rabbia per l’onta subita, ci ha accusato di ogni tipo di sabotaggio, persino di omicidio di pandispagna, e ci sta dando la caccia per tutto il vecchio continente sferrandoci la sua saccenza ed il suo sorriso porta sfiga buono.
Vi prego AIUTATECI.
In cambio vi regaleremo la crostata di cui sopra.
A presto.

Sunday, 16 October 2011

Buongiorno avventori italioti senza nessuna speranza nel futuro, se non quella di barboneggiare vivendo di espedienti per il resto della vostra vita, e bentornati alla rubrica preferita dai ricchi industriali e banchieri che possono permettersi i vini consigliati alla fine della ricetta alla facciaccia vostra pappapperopappappà: la Nouvelle Cuisine di Idiosincrasia Alterata. Oggi accogliamo la variante di una ricetta già presentata mesi addietro, inviataci da due stimatissimi lettori Giapponesi : u’ babà gigante.

Il procedimento, a quanto pare è praticamente uguale, solo che al posto del padre di famiglia dovrete utilizzare un mandingo dal monster cock.
Questo farà si che il vostro babà sarà di dimensioni gargantuesche, quindi vi consiglio vivamente di triplicare le dosi per la crema.
Ora, direte voi simpatici lettori, a parte le dimensioni, dov'è la differenza?
E qui casca l’asino!
Basterà immergere il tutto nelle acque contaminate di Fukushima per trasformare il babà gigante nel gigante Baba.
Volete mettere la soddisfazione quando il bulletto di turno verrà ad infastidirvi e il buon wrestler gli spremerà la testa?

Vino consigliato: otto magnum di Krug Clos da dare a Baba, altrimenti poi vi riempie di scappellotti. Uomo avvisato.

Friday, 14 October 2011


Laddove l'uomo non si spinge ci pensa la natura.
Questo si poteva leggere a calde tinte di uni posca rosso sbiadito nei cessi di un autogrill alle porte di Milano. Poi, insieme alla promessa di notti di fuoco e di massima riservatezza, c'era solo un numero di cellulare da comporre. Tanto era bastato a Melinda Rebuzzi (anni 29 - segno del cinghiale bianco ascendente capitone) per farsi consolare da Baudaffi Pasquale (età indefinibile sotto una coltre di manto e peluria), orsetto del cuore di giorno e consolatore di cuori infranti la notte. Qui lo vediamo immortalato nel momento antecedente l'ultimo pianto sfrenato della Rebuzzi, quando, in risposta alla femminea domanda del Perchè Aldalbertugo non mi ama più, il quieto Pasquale - e qui se ne apprezzi quell'occhio vitreo e quella zampa che si posa con delicatezza sulla di lei spalla - si sarebbe espresso pacatamente con un Vuoi che cominci dal tuo alito che sa di trementina o dalla tua spiccata passione nel rompere i coglioni? Questo come antipasto all'invitarla successivamente a giacere in quella latrina triste e maleodorante, che lei stessa ancora si ostina a chiamar casa, e alle volte anche vita.

E' dunque annotando le cifre del radiomobile dell'amato Pasquale, e sgrullando le ultime gocce di mestizia, che ci accingiamo a perorare quella che è la causa principe della nostra colite verbale puntuale al venerdì: Lo Stronzo della Settimana.
Al terzo posto questa settimana vi è la bellezza, l'eleganza e, soprattutto, l'ostinazione, non solo di qualunque divinità a piacere che ancora permette alla diretta interessata di aggirarsi indisturbata per l'Italia a sfiancare queste o quelle ghiandole sessuali, ma anche quella di alcuni giornalisti che, in mancanza di uno zio Michele che ostenta una nuova montatura, debbono accontentarsi di fotografare i seni nudi di una Marina Ripa di Meana, mentre si sollazza con due dei suoi ignobili quadrupedi. A questo scoop di così e elevata forgia viene quindi assegnato l'ambito sticazzi di bronzo.
Al secondo posto, direttamente dagli Steiz, l'ennesimo parimerito. Nell'angolo rosso l'hacker più temuto del momento Christopher Chaney, reo di aver trafugato, con peripezie da vero funambolo telematico, le foto a culo nudo e sguardo da triglia di Scarlett Johansson, insieme a quelle di altri uips. Questo losco figuro a cui mai mostrereste le foto delle vostre vacanze pare rischi sino a 121 anni di carcere se condannato per tutti i capi d'accusa. Non sarà troppo? Qui da noi Ciavarella, per aver ammazzato a calci il tassista Luca, è stato condannato solo a 16 anni e all'acquisto forzato di un cremino al giorno. Nell'angolo cobalto, invece, quel supereroe che vero terrore ha portato a Gotham City Phoenix Jones, che si sarebbe permesso di sedare addirittura una rissa. Phoenix Phoenix, è il costume che t'invidiano.
E ci risiamo. Tutte le volte che vorremmo un primo posto succoso  spunta la cazzata in casa nostra. Così martedì mattina la capitale si è svegliata tappezzata di manifesti che salutavano Steve Jobs e la sua dipartita. Ora, è chiaro che non è certo questa la sede per smerciare verità assolute sulla bontà del gesto o sull'idiozia dietro all'ennesima leccata culorum filoamericana, ma, discutibili personalità del SEL (sinistra e limonaie), non vi sembra ti aver tirato nel cesso un bel gruzzolino, altrimenti spendibile per gente come quel povero cristo che ha vissuto per un anno in una macchinetta per le fototessere? No, così, tanto per tirare l'ennesimo can per l'aia. Ed insieme al fantomatico cane, ben lieti spediamo il buon Pasquale a consolare queste menti brillanti della nuova politica ecologica già cazziate da Vendola. Non temete, ci penserà il Coccolorso Baudaffi ad asciugare le vostre lacrime e a deliziarvi con i suoi insulti.
Alla prossima settimana!