Saturday, 6 October 2012


Peace & love, amici lettori. Direttamente dai seventies, dove sono ripiombato grazie ad un cannone delle dimensioni di una grond ai ricordi condivisi con l'assistente Brigida, il sapore vintage pervaderà la puntata odierna di
COGLIONI DI MULO
e altre meraviglie della natura
Il maestoso bovino che vedete raffigurato in foto non è altro che il primo esemplare da me scoperto, quando ancora sfoggiavo basettoni da antologia della basetta, durante una gita con Brigida in Val Divedro: trattasi di una scottona hendrixiana elvetica. L'animale, appena ci ha visti, ci ha subito deliziati con le sue composizioni, sulla carta gradevolissime, ma impossibili da suonare, a causa degli zoccoli che impediscono la corretta impugnatura del manico della chitarra. È così che, viste le nostre facce interdette, quella che pareva una placida vacca si è mostrata per ciò che è: un possente toro che risponde al nome di Salvatore Hendrix, dotato di sei cazzi, al posto delle mammelle delle mucche sue simili: ovvio che, prima bestia di una lunga serie, li abbia usati per far sua Brigida.

Friday, 5 October 2012


Persino Agata Pompi in Nara (47 anni di puddasciato serio presso le case chiuse della Sacra Opra Pia Mariani) attende ansiosamente che suo marito Rossano Nara (sottovicecapo cabarettista della seconda falange armata del Bagaglino e analista di consistenze di natiche in quel di Non è la Rai) finisca di leggere le ultime di cronaca per potersi tuffare nella lettura delle 3 posizioni 3 della classifica più ignorate dalle SS (Suore Stimmatine di Vigevano sin dal 1873, da oggi con più suore) : Lo Stronzo della Settimana.
Settimana difficile. Il dominio assoluto di biechi violentatori di animali e di storpi vendicativi (nonché di vendicativi di storpi e su storpi) ci ha portato a fare delle scelte difficili. Poi, come al solito, ce ne siamo bellamente fregati per ricordarci solo questa mattina che era venerdì, giorno di stronzi.
Ad ogni buon conto, al terzo posto una nostra vecchia conoscenza Barbara D'Urso, che merita il bronzo non tanto per le sue celeberrime e oltremodo celebrissime facce da triglia addolorata quanto per l'impegno profuso nel raggiungere il bronzo. La anchor lady di programmi di spessore quali Pomeriggio Cinque, infatti, non paga di aver dichiarato toto coelo di non prendere pingoni da almeno tre anni, s'è anche presa una frizione con shampoo da Alfred, maggiordomo e stiratore di cammiselle dell'ormai popolare e vessatissimo cuore di mamma Batman Fiorito.
Al secondo posto una new entry che ci emoziona non poco. Il già scrittore, già attore, già conduttore radiofonico, già letterina, già enfant prodige nella manipolazione pallorum Fabio Volo ci si improvvisa anche reporter riprendendo con una documentazione fotografica (AUDACE!) il tentativo di rapina di fronte agli studi della Rai a Milano, subito postata sul suo profilo Twitter. Tenete d'occhio questo novello Charles Foster Kane. Se ci dovesse prender gusto potreste trovare foto di banane spacciate per mele golden dall'ortolano Aziz di Porta Genova e servizi fotografici intieri sui disagi nelle metro. Daje Fabio, sei tutti loro.
Al primo posto il dovere morale ci impone di assegnare un meritatissimo oro e un litro d'olio d'oliva con cui condire le sue minchiate all'ottimo Antonio Piazza, ormai ex presidente dell'Aler di Lecco, per essersi fatto giustizia da solo nei confronti di un handicappato spifferone. Il disabile si era rivolto alla pubblica forza per bacchettare l'appropriazione indebita e presuntuosa, da parte del Piazza, del posto auto riservato alle altrui handicapperie. Anthony Soprano Piazza non gliele ha certo mandate a dire e ha deciso di ribattere con un maledettotiprendesseunacolica appena sussurrato, per poi tagliargli di giustezza le ruote della macchina. Tutte e quattro, si vocifera. Brighella di un Piazza!
Alla prossima settimana!

Thursday, 4 October 2012

Wednesday, 3 October 2012


Uno dice Ma piantala di prendertela sempre con lui, è poco più che un bambino, è come sparare sulla Croce Rossa, e fino a un certo punto ci si crede anche. Si cerca qualcosa di altrettanto succulento, ma più nascosto, per palati più fini, magari.
Poi succede questo. Certo, è ben poco, mi direte. Il piccolo Bieber, in un tripudio di ballerini che saltellavano a casaccio, ha rigettato senza remore il pranzo del Natale del 95. Avrà finalmente ascoltato la sua musica, hanno sentenziato gli spiritosi. I più arguti avranno persino notato il playback che, inesorabile, ha sbugiardato il nanetto canterino. Ma, come già detto, non è granché per accanirsi ancora sul nostro Justin. Ecco quindi che, a grande richiesta (specie di un fremente Injenier M.), abbiamo sguinzagliato i nostri informatori per sapere perché Justin ha vomitato.
Ecco le ipotesi.

  • Rabbia. Il cuccioletto si sarebbe infuriato per la mancanza della baby sitter e degli otto bavaglini chiaramente richiesti per contratto, sfogando poi in quel modo la rabbia soffocata in camerino.
  • Dissenteria. Il perfido infante, ghiotto di prugne, se ne era abbuffato prima di salire sul palco (ecco spiegato il saltellare dei ballerini sul palco, in realtà si allontanavano da Justin, che ne aveva mollata una fetentissima). L'infido frutto, però, sì sarebbe presto rivoltato contro il golosastro.
  • Pestaggio. Dopo un alterco con una ottenne particolarmente turbolenta (pretendeva che Bieber le autografasse persino il tafanario), all'ennesimo rifiuto la violenta bimba avrebbe inferto al nostro eroe un cazzottone a due mani nella bocca dello stomaco. Bieber, stoico, avrebbe provato a resistere. Senza successo.
  • Troppe seghe. Justin, ormai adolescente, si diletterebbe un po' troppo con l'arte dell'onanismo. La troppa fatica dopo il sedicesimo manicotto nelle ultime tre ore avrebbe provocato un affaticamento culminato con lo svuotarsi delle budella sul palco.
Qual è la verità? Scopritelo, e potrete vincere una giornata con gli One Direction (mai).
À la prochaine,
E.

Tuesday, 2 October 2012

IdiosincrasiAlterata
sguaiATaMente 
presenta:

Monday, 1 October 2012


Del sonno, di sicuro. Si possono contare greggi infiniti di pecore prima che nel capoluogo meneghino arrivi il camion della raccolta vetro a vanificare il tutto. Alle cinque del mattino. Quasi stessero facendoti un favore.
Per i giornali dev'essere imbarazzante aggrapparsi sempre alle stesse notizie, alle stesse personalità di medio e bassissimo spessore che rubano, quando sarebbe molto più pratica una prima pagina con su scritto "Oggi niente di nuovo, la solita merda". La competitività da social network nel non avere nulla da raccontare, il non potersi sempre lamentare della puzza dei mezzi pubblici, del magna magna lisergico alla base della politica.
Quando il quotidiano si riduce alla produzione smodata di lamentazioni sempre più sconnesse e sgangherate misto mi piace misto rifiuti alcaloidi misto instagram di facce sorridenti misto aperitivo dopo le diciotto ma chi ha più voglia, si entra inevitabilmente in uno stallo primordiale e la scelta di distendere i nervi il fine settimana da scommessa personale al venerdì diventa una necessità incombente. Bisogna correre ai ripari. L'autunno è alle porte e non ci saranno più le droghe televisive di un tempo.
In un mondo ideale lontanissimo dalla realtà vivremmo tutti di rendita sommersi da cartoni di pizza, vaschette d'alluminio schiacciate dei vari take away, moretti vuote e dispositivi elettronici dai costi sempre più elevati. Invece questo periodo di pseudocrisi, pseudorivolte, pseudometteremoapostolecose è caratterizzato dall'effetto sasso in un pozzo nero. E' divertente lanciarne uno nella rete e smuovere i liquami, ma è inevitabile il doversi sorbire le esalazioni. E quelle restano.

Sunday, 30 September 2012


Buongiorno gentili lettori e bentornati alla rubrica preferita da Maurizio Costanzo dopo una serata di sesso e nutella: la Nouvelle Couisine di Idiosincrasia Alterata.
Quest’oggi parleremo di una ricetta assai semplice e gustosa: l’hot dog idiosincratico.

Innanzitutto, fingendovi una soubrette o un produttore di insaccati, contattate negli Stati Uniti Jonah Falcon, il quale sarà ben lieto di fornirvi il wurstel a voi più gradito: una bella sberla da 34 centimetri di intenso sapore suino. 
Il nostro, infatti, ha aperto qualche anno fa una azienda di gustosi wurstel carnosi,  quindi non fate strani pensieri, brutti maliziosi che non siete altro.
Bene, ora, sempre all’insegna della sobrietà, procuratevi del buon pane morbido e soffice, come se fosse un seno generoso, ma senza capezzoli.
Tagliatelo a metà  per ottenere due belle fettone dove adagerete, dopo averlo fatto bollire per bene,  il vostro sugoso wurstelone. Aggiungete una bella salsa a vostra scelta per rendere ancora più saporito il tutto e gustatevi il piatto con maschia veemenza.
PS: scusate, ma la visità in redazione della nuova fiammadell’injenier M. deve aver smosso un po’ i miei ormoni.