Monday, 11 February 2013
Monday, 15 October 2012
E la domanda mica è poi così banale.
Non poteva morire comodamente alla taverna "Da Renato - venite per il vino, rimanete per l'armageddon" per i vostri peccati? E se invece i peccati vostri e dei vostri defunti lo avessero portato a morire tranquillamente dal kebabbaro all'angolo tra Viale Padova e Via Stazio (per l'amor di dio, evitate di farvi mettere la salsina rossa)? Non sarebbe stato meglio?
Eppure, benché la domanda sia lecita, il problema è un altro. Questo serissimo volantino (inserito nella nostra nuova rivista di punta con epitaffio leggerissimamente modificato) è capitato in queste ignobili mani mentre cercavo pepite d'oro nelle cavità nasali del mio cane Alfio. Ora, chi viaggia in quei carrozzoni che Pisapia vorrebbe spacciare per treni dell'underground meneghino, ben conosce la fauna che allieta i viaggi del pendolare medio. Si va dalla peruviana che canta le canzoni della Pausini in playback guardandoti con occhi d'amore (all'occorrenza nel paniere sono presenti anche successi dei Ricchi e Poveri) al claudicante e volontariamente menomato rom che questua tra i vagoni, ma resta ancorato al pavimento come gli omini del subbuteo. Passando ovviamente per tutta una serie di profumatissimi animatori e animatroni il cui solo scopo è quello di mortificare l'olfatto altrui. A questi sopracitati figuri si aggiungono i temibili Predicatori dei Vagoni, la cui unica ragione esistenziale sembra essere quella di riuscire a convertirvi nell'arco di 3 fermate. In questo brevissimo lasso spaziotemporale subirete il trittico di lamentazioni sul mondo, speranza nella forza del Jesus e circonvenzione del vostro credo (qualsiasi esso sia). E' bello, piace e diverte. Si prega di aggettonarsi alla cassa. Si ricorda inoltre che ogni quattro colloqui con i Predicatori si ha diritto ad un rosario in bachelite o ad un santino autografato di Wojtyla.
Pentitevi, merde!
Monday, 17 September 2012
Mettiamola così. A noi le diatribe religiose piacciono proprio.
E pare che il film su Maometto ne stia scatenando delle belle.
Che poi, si sa, dalle parti di Kabul c'è gente così tranquilla e pacifica. Non si capisce proprio cos'abbia potuto scatenare l'odio della gente un film intitolato "Mao se le fa tutte". A chiarire la situazione e a frenare le mazzate ed i morti ci viene incontro come al solito l'ottimo Pontifex, che, giusto per smorzare un po' i toni, riporta ancora le parole di un pacatissimo vescovo, scampato a qualche rogo o penitenza di Torquemada, secondo cui l'islam è un castigo di Dio e Maometto un affarista isterico. Il Cristianesimo invece è una passeggiata di saluta, premia le biodiversità e Cristo non era che un astronauta.
In tutto questo, forse per una recentissima visita del monarca biancovestito, una madonna ha iniziato a piangere sangue ed olio. Ora resta da capire se siano lacrime di contentezza, di amarezza, di disappunto o se l'accaduto è ancora uno strascico di quel vecchio debito di gioco durante l'ultimo orgione cardinalizio.
E giusto per non farci mancare nulla, ti pareva che l'Avvenire non associava il nuovo iphone ad una qualche incursione satanica secondo cui questi artifizzzzi del maligno realizzerebbero il sogno prometeico di un controllo della realtà attraverso la tecnologia? La domanda è: quanto saranno raffinati nelle metafore?
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